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martedì 21 ottobre 2014

La bambina singolare



Quando la Bambina Singolare arriva in classe, il gruppetto delle bimbe è già formato.
Lei, così diversa, così originale, viene subito tenuta a distanza, osteggiata.
Eppure... eppure questa nuova bambina è così affascinante, con la sua allegra curiosità, con la sua irrefrenabile gioia di vivere, con la sua inventiva...

"Tutto sommato la nostra cattiveria
non sembrava farle poi tanto male,
infatti, non appariva mai seria
e inventava sempre un gioco originale.

Su carta e per aria costruiva castelli
o cuciva su bambole diversi bottoni;
si divertiva con matite e pastelli
mentre noi parlavamo solo di cartoni".

L'io narrante si rende conto di godere della possibilità di avere una nuova amica, un'amica speciale, ma non coglie l'occasione per paura di deludere e di perdere le sue compagne di giochi abituali, che osservano con severità la spensieratezza della nuova compagna, critiche e ostili.

"Poi seppi un giorno
con gran delusione
che la bimba in questione era già ripartita.

Di avere un'amica avevo perso l'occasione,
di non averle mai parlato ero assai pentita".

La Bambina Singolare, così come è arrivata, riparte improvvisamente; la nostra piccola voce narrante capisce di aver perso un'occasione importante.
La fine del libro ci lascia una punta di amarezza, quella del rimpianto, ma anche una luminosa speranza: un seme di consapevolezza è stato piantato in un terreno fertile.

Un cartonato di piccolo formato, una storia in rima breve ma ricca di spunti di riflessione. Edizioni Lavieri.

venerdì 10 gennaio 2014

Consigli di lettura #15 - SILVANA DE MARI

Da moltissimo tempo avevo abbandonato i fantasy, più o meno dalle scuole medie, accantonandolo come un genere da lasciare a mio marito, insieme alla fantascienza.
Ma ultimamente ho letto "L'ultimo elfo" di Silvana De Mari, splendido come primo approccio al fantasy, da proporre già intorno ai 9/10 anni; un libro scritto bene, che fa riflettere, ricco di ideali di giustizia e con una storia appassionante.
Così non ho potuto fare a meno di divorare anche i volumi successivi, già molto meno infantili, altra grafica, centinaia di pagine, contenuti più adulti.
Li consiglio caldamente, sia per i personaggi a cui ci si affeziona con estrema facilità e che ti coinvolgono nella lettura, sia per la profondità del racconto, che utilizza un mondo di fantasia (ma neanche troppo) per parlare della realtà, di quello che è il mondo intorno a noi.
Libri che parlano di scelte, di libero arbitrio, di genitori e figli, di cambiamento, di giustizia sociale, di contrasti interni, di sofferenza e di speranza.



"L'ultimo orco"



"Gli ultimi incantesimi"


"L'ultima profezia del mondo degli uomini"



Ecco alcuni stralci da questi tre libri.

“Rankstrail imparò le regole base del buon comando: pochi ordini, chiari e mai fuori dalla portata dell’esecutore. Un buon comandante impedisce le risse, non umilia nessuno e non permette che altri lo facciano mai.”

“Poche cose mi sembrano più detestabili di una giovinezza insulsa ed eterna che mi confonda con i nostri figli rendendomi simile a loro. Voglio che il bianco dei capelli o le rughe che si formeranno sulla mia faccia ricordino ai miei figli che io non sono il fratello né l’amico, ma il padre. Voglio che guardando le mie mani screpolate e macchiate, loro ricordino che io sono colui che li ha generati, perché altrimenti, quando il dolore o l’incertezza li colpiranno, loro non sapranno da chi andare a chiedere certezze e consolazioni. Voglio che i nostri figli abbiano la cura della nostra fragilità, per imparare la misericordia…”

“I popoli dove le donne sono disprezzate sono costituiti da uomini la cui anima è stata segnata, nel primo periodo della loro vita, dal disprezzo colato come un acido sulle loro madri: le anime per sempre perdono colore e perdono luce. Resta in questi popoli un’incapacità al pensiero libero e alle idee che li assegnerà alla miseria, qualsiasi ricchezza contenga la terra in cui vivono. Nei paesi dove le donne erano schiave, ogni uomo nasceva figlio di una schiava e questo gli levava, per sempre, l’idea di poter pensare, fare, scoprire, dire, sognare nulla che i padri o i nonni non avessero già sognato, fatto, detto. Chiunque nascesse figlio di una schiava, restava schiavo nell’animo, sottomesso per l’eternità.”

“Si chiese se era il caso di chiedere aiuto agli Dei. Poi pensò che chi chiedeva la loro dubbia protezione, in un certo senso, dava per scontato che tutti quelli che erano schiattati come cani, schiacciati come scarafaggi, sterminati come topi, se l’erano meritata, che qualcosa in loro li aveva resi ripugnanti, indegni del soccorso divino. Forse per questo la religione delle madri diceva di non chiedere mai niente di pratico di tangibile, di vero.”

“Qualche volta Rosalba cercava di dirsi che nessuno è ridicolo, che il ridicolo è l’arma che usano i vili contro gli innocenti, quelli che non hanno fatto niente di male e quindi non danno alcuna scusa per poterli disprezzare.”

“Il carnefice è sempre un padre di famiglia con dei bambini da sfamare. Ma se nessuno accettasse di porgere le tenaglie al boia, se nessuno abbattesse il castagno per fare il rogo, nessuna ferocia alla fine sarebbe possibile.”

“I malvagi ci danneggiano per ricavarne un guadagno. Gli sciocchi ci distruggono senza alcun profitto. È possibile trattare con i malvagi, non con gli idioti.”

“Chi sa scrivere impara a pensare. Chi sa scrivere trova modi di comunicazione anche con sé stesso, chi sa scrivere prima o poi scrive una storia, chi sa scrivere prima o poi legge una storia e si crea una strana rete fatta di storie, e dove ci sono storie raccontate e ascoltate e scritte, aumenta la forza per resistere e risorgere quando le cose vanno storte e il dolore torna ad appropriarsi della vita. Chi sa raccontare storie e le sa ascoltare diminuisce la propria ferocia perché impara a capire cosa c’è nella mente degli altri.”

“Due genitori, quattro nonni, otto bisnonni: come una spirale aurea il disegno si ampliava a ogni spira includendo antichi nemici, vittime e carnefici, cialtroni ed eroi, splendidi e pessimi, magnifici e ignobili. E ognuno di loro, tutti, nessuno escluso, era stata una persona e aveva avuto dentro di sé qualcosa di divino.”

"... il potere è responsabilità e sacrificio, altrimenti si diventa parassiti, come le zecche su un cane."

"Era figlia di disobbedienti che avevano pagato la disobbedienza, ed era stato un onore.
La disobbedienza dei suoi genitori era stato il supremo atto d'amore nei suoi confronti."

C'è anche un prequel:













Condivido questo consiglio sul Venerdì del Libro di HMM.

venerdì 20 dicembre 2013

Amico d'acqua, amico di terra - I Venerdì del Libro

Nel cinquantesimo anniversario della tragedia del Vajont, la storia di un bambino e del suo coniglio di pezza, trascinati dalle impetuose acque che travolsero boschi e villaggi, ci fanno rivivere gli attimi terribili di quella notte con una semplicità ed una delicatezza disarmanti, in maniera quasi onirica.

Bambino e coniglio si ritroveranno alla fine del libro, compagni per sempre uniti dal ricordo, amici che mai si separeranno, amici d'acqua, amici di terra.

Incisive le illustrazioni di Sonia MariaLuce Possentini.


"Un Bambino e un Coniglio, a volte, si perdono come biglie fuggite da una tasca, e si ritrovano, per sempre, come un bel ricordo all'alba. Non hanno mai imparato a nuotare, ma sanno scivolare, insieme, dalla foce fino a dove il fiume si fa mare."







"Quando la poesia, di parole e figure, sa rendere dolce una tragedia. Una storia vera scritta da Gabriele Clima e Alfredo Stoppa, con le illustrazioni di Sonia M.L. Possentini."

Questo post partecipa al Venerdì del Libro di HomeMade Mamma e alla Biblioteca di Filippo.

venerdì 29 novembre 2013

L'Alfabeto dei Sentimenti - I Venerdì del libro



Sonia MariaLuce Possentini è, a mio parere, una delle migliori illustratrici sulla scena nazionale.

Le sue immagini colpiscono dritte al cuore, realistiche come una fotografia, accurate nei dettagli come solo l'opera di un'artista dalla grande sensibilità e dalla intelligente curiosità può essere, in qualche modo anche romantiche.

I bambini disegnati sulle pagine di questo Abbecedario accompagnano le ventuno piccole, deliziose filastrocche (ma forse è più corretto parlare di poesia) scritte da Janna Carioli e dedicate ai sentimenti dei bambini, una per ogni lettera dell'alfabeto.

Un albo bello, veramente bello, e utile per parlare di Amore, di Paura, di Rabbia, di Curiosità, di Uguaglianza, in famiglia o a scuola.

"L'alfabeto dei Sentimenti",
Janna Carioli e Sonia M.L. Possentini.
Editrice FATATRAC



Porto questo illustrato al Venerdì del libro e alla Biblioteca di Filippo.

venerdì 15 novembre 2013

La Bestia e la Bella - I Venerdì del Libro

Siamo nel periodo "De Mari", autrice che stiamo imparando ad amare un po' tutti in famiglia.

Oggi vi segnalo e porto al Venerdì del Libro questo bellissimo racconto, di un'intensità commovente.
Sin dalle prime pagine mi sono sentita coinvolta e, come spesso accade nei libri di questa scrittrice dalle molteplici esperienze umane, sono "entrata" nella storia anche con i sentimenti, che si sono fusi con quelli dei protagonisti per tutto il piacevole tempo della lettura.

La storia è quella di un viziatissimo ed ottuso principe, incapace di governare decentemente il suo regno come di rendersi conto della sua inettitudine.
Nel freddo e piovoso 12 novembre del 1623 (che coincidenza! ho iniziato a leggere questo libro proprio il 12 novembre), mentre lo stolto si scalda oziando davanti ad un camino acceso e mangiando pasticcini, qualcuno bussa alla sua porta: è una vecchia intirizzita che cerca solo un riparo per la notte, ma lui la scaccia impietosamente, innescando una serie di eventi che lo porteranno a riscoprire la compassione e l'amore e a migliorarsi ricordandosi il suo passato e guardando al futuro con la nuova conoscenza del mondo al di fuori delle mura del suo castello.

Perfette le (poche) illustrazioni, forse un po' cupe, ma "intonate" al testo.

Una favola dolce e profonda, la consiglio dagli 8 anni, ma è adorabile anche se letta da grandi.




venerdì 8 novembre 2013

Corso di disegno per bambini - I Venerdì del Libro

Le Edizioni Del Borgo, prodighe di manuali stimolanti e ben fatti, hanno in catalogo diversi volumi che insegnano tecniche di disegno.    


Noi ne abbiamo tre, utilissimi per insegnare a disegnare ai bambini come alle mamme (o ai papà o alle maestre che vogliano imparare a tratteggiare figure morbide e simpatiche per allietare pargoletti ed alunni) in maniera semplice e divertente.

Con l'aiuto delle illustrazioni che mostrano passo passo come da ovali, triangoli, cerchi e parallelepipedi di base si possano trarre pinguini, trattori, alberi o topolini, si sviluppa presto una nuova consapevolezza di forme e proporzioni che consente di animare i fogli bianchi con grande ed immediata soddisfazione.

Qui nella Casa di Hilde li troviamo utilissimi:








Consigli di lettura #14 - Stephanie Plum

Lo ammetto.
O, come si dice adesso, faccio outing: ho sviluppato una sorta di dipendenza dai libri di Janet Evanovich con protagonista la più buffa, realistica, improbabile cacciatrice di taglie mai apparsa sulla stampa.

Lei, Stephanie Plum, è una trentenne americana proveniente da una folcloristica famiglia di immigrati (la nonna Mazur è ungherese); un po' "tamarra", un po' infantile, decisamente testarda e umanamente simile a molte sue coetanee reali.

Lui (perché, ovviamente, c'è anche un Lui) è un affascinante poliziotto italo-americano cresciuto con lei nello stesso quartiere, detto "il Borgo", del New Jersey, duro fuori e tenero dentro per piacere a tutte le lettrici e impegnato in un eterno tira e molla con Stephanie.

L'Altro (certo, non può mancare un' Altro!) è un autentico, sexi cacciatore di taglie, misterioso e forte, di poche parole e di languide occhiate, in grado di scombussolare i sentimenti e gli ormoni della protagonista e, talvolta, delle lettrici.

Poi ci sono le strane famiglie dei protagonisti, la nonna di Steph e la sua simpatica follia, gli imbarazzanti inviti a pranzo nel quartiere, l'impresario di pompe funebri e i "piccoli incidenti" che in ogni libro accadono durante qualche veglia, il viscido cugino Vince e la sua agenzia diprestiti per cauzioni, la segretaria tosta e l'ex prostituta (un'enorme donnone di colore con improbabili minigonne aderenti e squillanti) con la passione per le Glock.
Senza contare le auto. in ogni romanzo Steph ne distrugge almeno una!

Certo, questo mio vizietto lo condivido con parecchie persone: la serie in questione, arrivata in Italia all'ottavo volume (in America sono già al , è forse la più richiesta nella nostra piccola biblioteca comunale, da uomini e donne di ogni età. L'autrice riesce a catturare il pensionato settantenne che abbandona momentaneamente Grisham, ma anche madri e figlie adolescenti che divorano una dopo l'altra i capitoli dell'accattivante storia. Anche il mio barbuto e scontroso marito meccanico aspetta trepidante ogni nuova uscita!

La serie aveva già avuto un tentativo di pubblicazione in Italia, ma con altri titoli e altra grafica di copertina è stato un insuccesso interroto dopo pochi libri (questo conferma come ci lasciamo guidare dalle apparenze!).
Ora la pubblicano Salani e, di solito a distanza di circa un anno, anche l'economica Tea.
Lo so: è un'operazione editoriale smaccatamente commerciale, ma è così piacevole da leggere!

Buona lettura a tutti! Ci vediamo sul Venerdì del Libro.



















venerdì 25 ottobre 2013

LA RUOTA DEGLI ELFI - I Venerdì del Libro

Per il Venerdì del Libro di oggi ho pensato di proporre questo bellissimo libro di Janet Tyler Lisle.  

Hillary è una ragazzina della middle class, figlia unica di una ordinata e ordinaria famiglia, è curiosa e dotata di molta voglia di sognare.

Sara-Kate è la sua vicina di casa: i loro giardini confinano ma, mentre il padre di Hillary dedica il suo tempo libero alla cura quasi maniacale del loro spazio verde - in cui niente può essere più selvatico e persino l'edera che si arrampica sul piedistallo della vasca per gli uccellini è stata piantata e potata per ottenere quell'effetto -, il terreno adiacente è completamente selvaggio, trascurato e costellato di rottami e rifiuti ingombranti.

Sara-Kate veste male, Sara-Kate è irascibile, Sara-Kate, si mormora, ha rubato gli orrendi stivali di gomma che indossa ad un benzinaio.
Sara-Kate è diversa, quindi va tenuta alla larga, isolata, un po' anche temuta. 
D'altro canto, sembra che sia ciò che anche lei desidera.

Un giorno la strana ragazzina decide di condividere con Hillary il suo segreto: nel suo prato, tra gli sterpi e l'erba diavola, c'è un villaggio di elfi! Che sia proprio la mancata addomesticazione di quello spazio ad averli attirati?

La cura del piccolo villaggio, la fantasia dell'una e la sensibilità dell'altra avvicineranno le due svelando poco a poco il mistero che si cela dietro agli infissi chiusi della cupa casa di Sara Kate, fino all'epilogo un po' triste ma realistico.

Un romanzo che aiuta ad aprire la mente, lo propongo dagli otto anni in poi come lettura autonoma (ma lo leggano anche i genitori: è interessante poi confrontarsi coi propri figli sui pensieri e le emozioni suscitati dalla storia), anche prima se a leggerlo ad alta voce è un adulto.

mercoledì 23 ottobre 2013

Cos'è la decrescita felice. Ma, sopratutto, cosa non è.

Leggo sempre più spesso opinioni furbescamente raffazzonate e descrizioni ignoranti ma ammiccanti che riguardano la decrescita; post che vorrebbero essere articoli smontano il movimento sostenuto da Serge Latouche come un'irritante utopia, irrealizzabile alla resa dei conti, o confondono la recessione, la perdita del lavoro, i problemi economici con la Decrescita.

Ma cos'è la Decrescita Felice? Cosa si prefigge il Movimento che la sostiene? Come si decresce?

Posto che non credo ci sia una ricetta valida per tutti, considerata proprio la natura di questa nuova/vecchia visione, comincerei col dire che cosa non è.

Decrescita Felice. Notare l'aggettivo che accompagna questo termine che indica una scelta.

Decrescita non è quando, costretti da un improvviso licenziamento e/o obbligati dalla maternità e dal conseguente mantenimento dei figli, si "tira la cinghia" sognando spese pazze e sospirando di rimpianto pensando alla propria vecchia vita da yuppie.

Decrescita non significa fare momentaneamente più attenzione all'economia domestica, sperando che tornino al più presto gli anni di vacche grasse.

Decrescita non può essere non uscire la sera a gozzovigliare o a ballare in discoteca bevendo cocktail alla moda solo perché si è diventati genitori.

Decrescita non è mangiare farro-kamut-bio-formaggi di capra perché fa molto eco-chic; non è imparare a tricottare per avere la scusa di fare shopping nelle mederne boutique di lane e filati; non è dedicarsi al decoupage o ad altre simpatiche (e trendy, perché non dirlo?) attività di "bricolage femminile" saccheggiando colorifici e grandi magazzini della manualità: questo si chiama shopping, come quello che si faceva prima, ma pitturato di verde (forse è bene puntualizzare che non ho niente contro queste attività: semplicemente non ritengo siano sinonimi di decrescita).

Quando leggete sciocchezze come "ma quanto è cara e triste la decrescita", sappiate semplicemente di essere di fronte all'uso sconsiderato di un termine su cui si sta facendo troppa confusione.

Io non sono certo una virtuosa in questo campo, ma posso dire di aver fatto insieme a mio marito una scelta di decrescita, ormai da quasi dieci anni, a volte facendo grossi passi avanti, altre un po' a gambero, ma sempre con consapevolezza.

La mia esperienza mi dice che è un processo piuttosto graduale, che non si può certo improvvisare, anche se questa non dev'essere la scusa per procrastinare.

Quindi, da oggi, vorrei aggiungere una piccola rubrica a questo mio blog senza pretese: cercherò di raccontare i nostri tentativi di Decrescita Felice (qui il decalogo) , non per arroganza, ma per condividere le nostre esperienze, quello che stiamo imparando, le difficoltà e le soddisfazioni di una scelta di vita che guarda al futuro.

E se qualcuno di voi volesse contribuire raccontandomi altri (s)punti di vista, ben venga!: potremmo creare un nuovo progetto di condivisione.

CONDIVIDI LA TUA DECRESCITA FELICE:
gioie e dolori di una scelta consapevole.

domenica 20 ottobre 2013

Haiku e bambini.

Suppongo che ultimamente ne stiano parlando in tanti, anche perché lasciarsi contagiare dalla mania dell'haiku è facile e divertente, sopratutto se a veicolare l'idea di leggerissimi componimenti rilassanti ed estemporanei come un gioco sono uno scrittore accattivante del calibro di Pino Pace e delle blogger poliedriche e brillanti come Stima, Lunamonda e Anna Morchio.

Dal loro incontro (reale e virtuale) nasce un nuovo blog fresco e creativo, ispirato dal libro "Un gatto nero in candeggina finì", che stuzzica la fantasia di adulti e bambini.


Sì, perché gli haiku ("L' haiku è caratterizzato dalla peculiare struttura in versi, rispettivamente di 5, 7 e 5 sillabe." cit.) possono diventare un passatempo e/o uno scacciapensieri da fare anche in compagnia dei bambini in età prescolare!

Ogni fenomeno osservato, ogni scorcio ammirato, ogni oggetto intorno a noi può essere il seme per un nuovo haiku, e nei bimbi si trova facilmente terreno fertile per coltivare la "poesia dell'essenziale".

Loro spesso sanno istintivamente sintetizzare, trarre il succo, catturare con lo sguardo e tradurre poi in concetti minimi la bellezza che li circonda; se poi gli dai la possibiltà di giocare in mezzo alla natura, la cosa risulta ancora più facile.
Portate i bambini al parco, nel bosco, nel giardino di casa, in campagna e fermatevi a cogliere particolari ed emozioni, chiedete loro di descriverli e aiutateli a trovare la metrica giusta: le diciasette sillabe diventeranno una compagnia abituale nelle vostre passeggiate.

In casa nostra l'haiku è diventato un esercizio tra il rilassante e lo zen per me; un buon ripasso (e approfondimento) per Harald che, forte dei suoi quasi otto anni, si incanta contando sillabe sulle dita e sfornando un componimento dopo l'altro come se fossero biscottini; ma anche un simpatico modo per osservare le cose insieme a Hilde che a cinque anni ha comunque capito la faccenda del suddividere le parole in tronconi che spesso risultano spontaneamente giusti, a volte invece sono un po' arbitrari e vanno corretti, ma, in ogni caso, si possono contare sulle dita delle mani per sentirsi un po' più grandi e un po' poeti.
A tutto questo si aggiunge il duenne Bjorn: sentendo tutto questo spezzare parole, blatera sillabe insensate alle orecchie dei più, con somma soddisfazione del suo piccolo-grande ego.

Il meccanico barbuto, invece, sarebbe tentato, ma dice che la puzza di gasolio e di limatura di ferro che respira in officina gli fa passare ogni ispirazione.
"Odore acre,
limatura di ferro:
povero Iuri!"

"Petali viola,
fiore dal lungo stelo
colto per mamma"

"Da un acero
una foglia per papà.
Gialla e nera"
                    (Hilde, con un po' di aiuto)


E se giocando e sillabando foste colti come me da improvvisi dubbi sul dittongo e lo iato, vi propongo un paio di schemini tratti dal libro di grammatica che usava mia madre alle medie (l'ho sempre avuto accanto, fin da quando la mamma mi aiutava con i compiti alle elementari) e, per i più moderni, un sito utile già segnalato da Ufo's Mum.




P.S. Anche le maestre della scuola di mio figlio hanno allegramente aderito al gioco: mi è bastato prestare loro il libro di Pino per coinvolgerle. In tutta la scuola ora si parla di haiku!


venerdì 11 ottobre 2013

Per sempre insieme, amen - I Venerdì del libro

Polloke è una ragazzina dall'intelligenza vivace e dalla risposta pronta ("Ho solo undici anni, non mi dispiacerebbe avere ragione meno spesso."), con una famiglia mediamente incasinata composta da madre separata, fratellastri frutto di una relazione precedente, fratellastri arrivati da una relazione successiva, nonni paterni che non comunicano più col padre e lui, l'adorato e sempre perdonato papà Spik, assente e presente, immaturo, incasinato e amorevole ("Tutti i bambini hanno un Padre Problematico, credo").

Un bisticcio "culturale" col suo fidanzatino Mimun, marocchino dai profondi occhi neri, provoca all'inizio del libro una serie di cambiamenti nella vita di questa giovane poetessa dalle idee chiare, cambiamenti e problemi che Polloke affronta con un disarmante mix di leggerezza e saggezza, accompagnando i suoi pensieri con piccole poesie e improvvise frasi di estrema lucidità.

Un racconto breve ma intenso narrato superbamente dal vincitore del premio Astrid Lindgren 2012, Guus Kuijer, che in meno di cento pagine riesce ad affrontare questioni delicate e ormai comuni come le separazioni, i rapporti tra famiglie allargate, i rapporti tra etnie, culture e religioni diverse, la droga e la povertà con leggerezza e intelligenza.

Assolutamente imperdibile.

Dello stesso autore:

Qui la scheda del libro
Qui la scheda del libro
  









Questo post partecipa al Venerdì del Libro e alla Biblioteca di Filippo.



giovedì 3 ottobre 2013

Immagino.

Le lacrime spingono prepotenti per farsi strada, la gola è stretta in un nodo che punge e brucia.

Immagino.

Pochi giorni fa una notizia simile, meno grave, se così si può dire.
Anche lì le lacrime, a tradimento, in cucina.

Immagino. Mi immedesimo.

Lo stomaco in subbuglio per il mal di mare, e la fame, nonostante tutto.

Le lacrime e i singhiozzi.

L'odore della salsedine e quello acre della paura.
La puzza di urina, il sudore.

Immagino.

La fame, di nuovo, e la sete.

E la paura, di nuovo, ancora.

La sento io, nelle viscere, e si mescola alla nausea che mi provoca il pensiero dell'inutile e ipocrita cordoglio delle istituzioni.
Ipocrita, sì, perché io posso muovermi liberamente, cercare lavoro in Austria o in Gran Bretagna, cercare opportunità in altri luoghi, ma ad altri è impedito.

Inutile, come le leggi sull'immigrazione e le frontiere che impediscono la libera circolazione delle persone. Evidentemente inutili, visto il continuo susseguirsi delle tragedie.

Immagino. Mi immedesimo. E non so far altro che piangere.

Una canzone: "Ritals" di Gianmaria Testa (Da questa parte del mare, 2006)


Un libro che parla a noi e ai nostri figli:
"Quanto mare..." di Alfredo Stoppa e Sonia Maria Luce Possentini, Falzea 2008.

Il mare, visto con gli occhi di due bambini.
Uno affronta un viaggio in un barcone dell'orrore, l'altro viaggia con la propria famiglia per una spensierata gita.
Entrambi vedono, pensano, sperano.
Il mare, grande, immenso, attraente o spaventoso come sfondo.

venerdì 27 settembre 2013

STRANE STORIE D'AMORE - I Venerdì del Libro

Questo volumetto del 2006 edito da Castalia nella collana "Le mele verdi", contiene tre brevi storie argute e
surreali, che fanno sorridere e fanno riflettere.

Amori, passioni e gelosie di oggetti inaspettatamente e magistralmente animati dalla fantasia di Elena Vesnaver e dalle originali e vivaci illustrazioni di Sandro Natalini; novelle adatte a bambini che hanno già acquisito una certa sicurezza e competenza nella lettura indipendente, piaceranno molto anche alle mamme e, perché no, ai papà, che ne apprezzeranno in particolare l'ironia.

Delizioso, succoso e croccante, proprio come una mela verde!


Vado a proporre questo post da HomeMadeMamma e alla Biblioteca di Filippo.

venerdì 20 settembre 2013

Mappe e tesori #1 - Le mille e una Mappa.


Chi trova una Mappa, trova un tesoro!

Da un po' di tempo mi frulla per la testa di scrivere di questa idea editoriale così originale e intelligente, poi, chissà perché, rimandavo sempre, lasciando una bozza da completare tra i post del mio blog/casa.

Ora però si stanno accumulando troppe idee al riguardo, quindi è tempo di districarle.

Cominciamo quindi: le Mappe di Pino Pace (Premio Andersen 2012), sono grandi, magnificamente illustrate (ce n'è anche una illustrata da Barbara Petris, quella su Hansel e Gretel... mi sembra giusto, dato che è una donna cresciuta tra i boschi!), antistrappo, ingualcibili, impermeabili.
Insomma, l'ideale per bambini e genitori curiosi che abbiano voglia di esplorare la fantasia senza troppi timori ("No! la apro io, tu la rovineresti!" "No! Non toccare quel percorso: hai le dita sporche di cioccolata!") e in ogni momento.
Te le puoi portare al parco per inventare nuovi giochi, puoi aprirle sul pavimento di casa o nel giardino, sul letto la sera per approfondire il libro che stai leggendo, puoi persino mangiare biscotti mentre piccole dita percorrono le stradine dell'immaginazione.

Noi abbiamo comprato queste, per ora:




Un simpaticissimo modo per avvicinare i bambini ai grandi classici della letteratura, ma anche alla Geografia (Maestre in ascolto: attenzione! Questo è uno strumento didattico preziosissimo!), all'Arte, alla Storia. Da lì a trovare poi anche il collegamento con la biologia, se vuoi, il passo è breve: vedi la mappa su Darwin...

Ne parlo al Venerdì del Libro e nella Biblioteca di Filippo perché le trovi in libreria, ma sono un prodotto a tutto tondo, non solo libro, non solo mappa: un vero tesoro!


(Ne parla anche Mammozza, qui )

venerdì 16 agosto 2013

L'alzabambini - I Venerdì del Libro

Qui la scheda del libro  
"L'alzabambini" è un libro di Daniela Donati edito da Raffaello nella collana "Il Mulino a Vento".


Piccola perla inaspettata nello scaffale delle seconde letture, "L'alzabambini" mi ha sorpresa.
Proprio carina la storia con protagonista un uomo che, di professione, sveglia bambini che devono andare a scuola: per ciascuno dei suoi piccoli clienti-amici ha inventato un sistema diverso, che tiene conto delle propensioni e delle peculiarità di ognuno di essi.
Gustosissimo e curato nella scrittura; tanto per fare un esempio, uno dei bambini della storia non sa pronunciare la "R", quindi la elimina da tutti i suoi discorsi: in tutti i brani in cui l'autrice lo fa parlare possiamo divertirci a notare come, in effetti, riesca a fare discorsi anche complessi senza mai usare la consonante che lo mette in difficoltà, almeno fino a quando, pur di insultare la sorella rompiscatole, riuscirà a tirare fuori la fatidica lettera.


Partecipo con questo post alla Biblioteca di Filippo e al Venerdì del Libro.

venerdì 26 luglio 2013

Formaggino, il simpatico topolino per i lettori più piccoli...

Formaggino è il topolino protagonista delle piccole e accattivanti storie scritte e disegnate da Chiara Balzarotti, creativa talentuosa ricca di idee bellissime per i nostri bambini.
Ma Formaggino è stato anche il protagonista del laboratorio che abbiamo tenuto l'altro giorno in biblioteca, di cui vi mostro le foto.
Consigliatissimi i librini cartonati e "animati" , ma anche la confezione di quattro libri, dal cartonato con gli inserti per la stimolazione tattile al plastificato per il bagnetto.








Hilde all'opera...




Ed ecco il risultato... 





Topo Formaggino si farà ospitare anche sulla bacheca de La biblioteca di Filippo e sul Venerdì del Libro.