martedì 16 aprile 2013

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo


Sono delusa e mi sembra di perdere le speranze.
vedo sempre più spesso le persone rivelarsi per quello che sono in realtà, scoprendo le loro menzogne gratuite e fuorvianti, le loro false ideologie e la loro ipocrisia.
Molti, troppi sono gli egoisti, malati di estremo protagonismo, che fanno gli "alternativi", si fingono spiriti comunitari mentre in realtà sono solo avidi e infidi come serpenti affamati.
La cosa che più mi rattrista è constatare di non potersi fidare che di pochissime persone, rare anime affini che vivono in maniera palese e portano sprazzi di benessere emotivo nei luoghi che visitano.

Francamente sono stufa di incontrare persone che predicano la comunitarietà e poi venderebbero la madre per i propri interessi. Trovo che ci sia troppa gente ancora impegnata a perseguire qualche miserabile forma di potere a costo di scavalcare, ferire e distruggere qualcun'altro.
Questa forma di rivalità estrema, di "scollegamento" tra le persone e tra i singoli e la società ci ha portato ad una crisi che da anni ormai riempie le bocche e i giornali di vacue parole, ma ancore troppe persone non hanno capito che, per uscire da questo periodo cupo, bisogna cambiare rotta, è necessario rivedere i nostri comportamenti, "farsi un esame di coscienza", come si diceva una volta.

Sono stanca anche di sentire dire che bisogna ribaltare il Parlamento, cambiare la politica, cacciare i rom e gli immigrati che "ci rubano il lavoro e i soldi delle nostre tasse", che "vivono e si arricchiscono a spese nostre senza contribuire".

Lo vogliamo capire o no che questa dannata classe politica rappresenta effettivamente buona parte degli italiani? Furbetti, arrivisti, traffichini, baciapile, voltagabbana, puttanieri e misogini: guardiamoci attorno e scopriremo quanti ne incontriamo tutti i giorni.
Poi ce la prendiamo con chi è diverso, ci facciamo la guerra tra poveri lasciando che qualcuno ci costringa (come schiavi buttati nell'arena) a combatterci per una casa popolare, per un sussidio, per qualche miserabile sconto.

Ma, appena se ne presenta l'occasione, quanti di noi si fanno remore ad approfittare della debolezza altrui? Quanti, pensando di essere scaltri, tradiscono e rubano, evadono dai propri doveri e si ricordano solo dei diritti?

Non possiamo cambiare la società partendo dal governo: dobbiamo cambiare prendendo in mano le nostre vite, prima di tutto, la comunità in cui viviamo, il Comune, l'associazione, il clan o il club di cui facciamo parte. Poi si può passare alla Provincia, alla Regione, allo Stato.
Ma, quanto è vero!, lo Stato siamo noi, benché a molti di noi non sembri; la società non può migliorare per miracolo se noi per primi non ci comportiamo in maniera corretta, se ognuno di noi guarda solo ai propri bisogni.

È ora di abbandonare questi atteggiamenti da ignoranti senza cervello.
È ora di cambiare in meglio, cominciando da noi stessi.



«
 Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. »      
(Mahatma Gandhi)


4 commenti:

  1. E' così. Ti capisco. Ma tra le persone che mi conoscono sono considerata strana: se non sei omologata, sei sbagliata. Non so quanto questo farà bene ai miei figli. Ad ogni modo, non riesco a fare altrimenti. Un saluto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be', siamo strane entrambe, allora! Ciao!

      Elimina
  2. Bello! Giusto!
    In una sola parola: coerenza!
    Grazie per averlo scritto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per il tuo commento: è confortante non sentirsi soli. :)

      Elimina

I vostri commenti sono graditi.